mercoledì 5 ottobre 2016

Alpe Bocchetta - Villa Aprilia - Colle d'Egua

Splendida escursione in valle Anzasca verso il colle d'Egua, con visita ai ruderi di villa Aprilia.
Villa Aprilia a colle Baranca
Panorama salendo a colle d'Egua con villa Aprilia

Siamo all'alpe Bocchetta, piccolo spiazzo per parcheggiare gratuitamente.
Come arrivare: si percorre la SS del Sempione, uscita Piedimulera direzione valle Anzasca Macugnaga; a Pontegrande si svolta a sinistra verso Bannio Anzino e si continua in direzione Alpe Soi dove termina la strada asfaltata e ci sono alcune possibilità di parcheggio. Attenzione alla strada piuttosto stretta e senza barriere protettive (nell'ultimo tratto).


Alpe Bocchetta (1022 m s.l.m.) - Alpe Selle (1824 m s.l.m.) - Colle Baranca (1810 m s.l.m.) - Colle d'Egua croce (2249 m s.l.m.)
Quando a Piedimulera si risale la valle verso Macugnaga, il panorama ad un certo punto comincia ad offrire meravigliose viste del monte Rosa: svoltare a sinistra ed abbandonare quella direzione iniziale, verso il punto di partenza dell'escursione di oggi, mette un po' di tristezza perché quella meta rappresenta davvero una grande attrazione, ma basta già solo il tratto di strada asfaltata per immergersi in luoghi davvero molto belli che non faranno per nulla rimpiangere la famosa alternativa appena abbandonata. La gita è infatti davvero molto appagante dal punto di vista paesaggistico, escursionistico ed anche storico per la presenza dei resti di Villa Aprilia, incendiata dai tedeschi nel corso della seconda guerra mondiale.
Lasciata l'auto dove termina il tratto asfaltato si prosegue sull'ampia gippabile che costeggia il torrente Olocchia fino ad arrivare a Piè di Baranca (c'è un ampio spiazzo e volendo si può parcheggiare anche qui) dove si attraversa il ponte seguendo le indicazioni per il colle d'Egua, (segnalato a 3 ore e 30 minuti: io ci metterò un'ora circa in più ma ho deviato verso il colle Baranca per visitare Villa Aprilia ed ho fatto davvero molte fotografie) iniziando a salire. La prima parte della passeggiata è nel bosco, si attraversano alcuni alpeggi fino ad arrivare ad un bel pianoro, l'alpe Oreto e proseguire verso colle Baranca e Colle d'Egua. Fatti pochi minuti di sentiero si giunge ad un bivio dove si prosegue verso l'alpe Selle e dove m'imbatto nella prima parte di un gregge che, come mi dirà poi il pastore conta oltre 1200 tra capre e pecore. Gli animali al pascolo con relativi cani pastore sono uno degli elementi che caratterizzano l'escursione, arricchiscono il paesaggio ma possono creare anche qualche timore a chi come me è accompagnato dal proprio amico a quattro zampe. Sono incontri abbastanza normali per chi va in montagna ma che impongono alcune norme comportamentali: il proprio cane va tenuto rigorosamente al guinzaglio, si deve proseguire per la propria strada senza correre, gesticolare o fare movimenti bruschi incuranti dell'avvicinarsi dei cani pastore che non vanno comunque fissati perché potrebbero interpretare il nostro sguardo come fosse di sfida. In caso di greggi numerosi sono comunque presenti i pastori che sanno ben gestire e richiamare i propri cani. All'alpe Selle arrivo camminando tra capre e pecore con queste ultime che affollano l'abbeveratoio. Il panorama è davvero incantevole con diverse baite in discrete condizioni, il lago sottostante ed il colle Baranca dove si cominciano a scorgere i resti della villa di cui parlavo all'inizio. E' una deviazione assolutamente imperdibile rispetto al sentiero che sale verso il colle d'Egua: costruita all'inizio del '900 dall'imprenditore Vincenzo Lancia (creatore dello storico marchio di automobili, in seguito acquistato dalla Fiat) in stile Liberty, la villa venne quasi rasa al suolo dai tedeschi nel corso del secondo conflitto Mondiale, in quanto rifugio dei Partigiani.
L'Ossola fu ampiamente interessata da vicende di guerra e questo angolo di Piemonte rappresentava un'importante via di comunicazione con la Valsesia. I resti della villa in una posizione panoramica davvero invidiabile rendono l'idea di quanto potesse essere bella prima della distruzione;
lasciatala si torna al bivio con l'ultima parte dell'escursione che porta al colle d'Egua. E' ben segnalata, come del resto tutto l'itinerario ed affascinante anche se un bel po' di nuvole hanno coperto il sole. Dal bivio c'impiego circa un'ora e trenta, il sentiero presenta alcuni tratti un pochino ripidi alternati ad altri meno faticosi, non ha passaggi particolarmente esposti. Sulla cima è presente un bivacco ed una croce è stata posta a memoria dei pastori della valle d'Egua e delle valli circostanti. Per il ritorno ho utilizzato gli stessi sentieri fatti all'andata.
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Alpe Bocchetta
Alpe Bocchetta, si attraversa il torrente ed inizia il sentiero

Tratto iniziale di sentiero per l'alpe Selle

Bivio alpe Oreto - Alpe Selle

Pecorella poco oltre alpe Oreto
Pecorella poco oltre alpe Oreto

Il gregge verso l'alpe Selle
Il gregge verso l'alpe Selle

Il gregge verso l'alpe Selle

Alpe Selle, gregge

Alpe Selle, gregge

Alpe Selle, gregge

Alpe Selle, pecore

Alpe Selle, pecore

Alpe Selle, pecore

Alpe Selle, pecore

Alpe Selle

Alpe Selle
Alpe Selle

Villa Aprilia
I resti di Villa Aprilia

I resti di Villa Aprilia

I resti di Villa Aprilia

I resti di Villa Aprilia

I resti di Villa Aprilia

I resti di Villa Aprilia

I resti di Villa Aprilia

Alpe Selle da Villa Aprilia
Alpe Selle da villa Aprilia

I resti di Villa Aprilia

Panorama salendo a colle d'Egua
Panorama salendo a colle d'Egua

Ambra in bianco e nero
Ambra in bianco e nero, salendo a passo d'Egua

Passo d'Egua
Passo d'Egua

Passo d'Egua

Cappelletta all'Alpe Selle
Cappelletta all'Alpe Selle

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