lunedì 18 luglio 2016

Piero di Curiglia

Alla scoperta della piccola frazione di Curiglia con Monteviasco.
I mulini di Piero
I mulini di Piero


Siamo a Piero, borgo raggiungibile a piedi in meno di quindici dopo aver attraversato il fiume Giona su un ponte di ferro.
Come arrivare: il punto di partenza della breve camminata è Ponte di Piero, dal piazzale della funivia dove c'è un ampio parcheggio gratuito. Dopo aver oltrepassato la stazione della funivia si prosegue dritti incontrando prima la deviazione per i mulini (a destra) e poi il ponte per il nucleo del paese. Per raggiungere in auto Ponte di Piero bisogna prendere a Luino la strada che sale verso Fornasette girando a sinistra per Dumenza, che va attraversata fino ad arrivare a Curiglia dove si trovano le indicazioni per la funivia.

Per tanti ma non per tutti mi sembra possa essere uno slogan che ben si adatta alla piccola frazione di Curiglia con Monteviasco: borgo di poche case raggiungibile a piedi dopo pochi minuti di sentiero in salita da Ponte di Piero. Immerso nella natura, tranquillo e un po' schivo, si lascia apprezzare da chi ama muoversi a passo lento alla ricerca ed alla scoperta della natura più vera e genuina di un territorio. A Piero, ai suoi mulini, alla gente che lo mantiene in vita, ho già dedicato diversi articoli tutti corredati da numerose fotografie. Il nuovo post è particolare e vuole presentare Piero e le sue bellezze con due contributi inediti che affiancano le mie immagini (quasi tutte inedite e di recente realizzazione): un video realizzato da Roberto Insalata (lo trovate alla fine del post, prima della galelry fotografica) e uno scritto di Nicoletta Ruscio (virgolettato poco sotto).
Roberto si è stabilito in zona da poco tempo, mi ha contattato e ho avuto modo di apprezzarlo umanamente e professionalmente: ha accolto con favore la mia idea di realizzare un piccolo filmato di presentazione di questo incantevole angolo della valle Veddasca così abbiamo girato per le sue piccole vie, esplorato le meraviglie che dona, intervistato il sindaco Ambrogio Rossi che ci ha regalato il suo prezioso contributo (e lo ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato). Nicoletta è una degli abitanti storici di Piero, è titolare dell'agriturismo Kedo (a questo Link la presentazione dell'attività sul sito) e come Roberto ha la mia stima umana e professionale: mi sembrava interessante avere un suo contributo diretto per raccontare una storia che non tutti conoscono (e tantissime grazie anche a Nicoletta per il suo prezioso contributo). 
"E' interessante cercare di raccontare l'esperienza della rinascita di un piccolo delizioso villaggio, nascosto tra le montagne qual'è Piero in Valveddasca, quasi quanto lo è stato viverla in prima persona. Ci sono state grandi difficoltà da affrontare negli anni, momenti avventurosi e attimi di pura delizia a contatto con una natura selvaggia e generosa nel regalare grandi emozioni.
Resta difficile anche per chi, come me, ha radici familiari in questi luoghi, comprendere veramente e riuscire a condividere con chi sperimenta la realtà di oggi, cosa significava per le generazioni nate all'inizio del secolo scorso vivere qui.
L'abbandono che Piero ha subito nel dopoguerra  è stato sofferto. Difficilmente si lascia la propria casa con piacere, soprattutto quando è un posto bello.
L'intelligenza degli abitanti, la loro tenacia e l'indubbia capacità di adattamento a un territorio dove devi conquistare con fatica anche un pezzo di terra da coltivare per sopravvivere,
avevano creato un ambiente curato, che dava i suoi frutti in cambio di tanto lavoro. Quando ci penso provo sempre un grande rispetto.
Penso agli uomini che dovevano emigrare ogni stagione all'estero per lavori duri da svolgere il più delle volte in condizioni ingiuste
e alle donne che restavano a occuparsi di tutto...
C'erano i campi, gli animali, tutti quei viaggi con gerli carichi al massimo di strame dal bosco , per far dormire gli animali su un letto pulito o di letame per arricchire la terra degli orti o il fieno o le castagne...
Giornate intere in viaggio tra queste rive impervie rubando il tempo al lavoro per occuparsi dei numerosi bimbi che avevano...6..8..11 figli, come la mia bisnonna.
Si imparava da piccoli cos'è il lavoro, perchè la sopravvivenza era la priorità di tutti e se volevi studiare
o giocare il tempo dovevi trovare il modo di farlo saltar fuori.
Con tutto questo la strada da Due Cossani a Curiglia è arrivata tardi, ma non come a Piero...han dovuto attendere gli anni '60.. ma non c'era più nessuno.
Alla fine degli anni '60 a Milano come altrove c'era la contestazione e al tempo delle grandi manifestazioni e dell'impegno civile e politico a Piero i rovi tornavano a nascondere i muri di sasso costruiti senza cemento con grande abilità..i tetti di piode senza il " ripasso " stagionale si aprivano e l'acqua entrava rovinando i travi in castagno che alla fine cedevano.
Per la natura era riportare gli equilibri del bosco..per noi era un paese che stava morendo.
Poi l'energia di questo luogo ha richiamato a sè nuovi abitanti dalle grandi città in fermento e anche dal nord Europa,
alla ricerca di spazi per sperimentare una nuova vita.
Io sono arrivata un po' più tardi, negli anni '80, ma dai racconti e da ciò che ho vissuto so che Piero ha dato a tanti la possibilità di misurarsi con se' stessi e di scegliere una via. Qualcuno ha scelto di proseguire il suo cammino altrove, alcuni invece, pochi, hanno deciso di fermarsi..ognuno a modo suo.
Ora c'è un gruppo di residenti fissi che non arriva a 20 persone, ma che aumenta saltuariamente con i villeggianti che hanno comprato e ristrutturato alcune baite per trascorrere qui le loro vacanze.
Tra di loro è molto bello che ci siano  anche famiglie di Piero che sono tornate per godere con più tranquillità della bellezza del loro paese. I miei figli sono nati qui, la loro generazione sono i nuovi "pierini".
Insieme a loro è nata e cresciuta la scelta di fare la vita dei contadini, diventare allevatori in una realtà dove i tuoi animali possono uscire liberi al pascolo ogni mattina.
Altri abitanti hanno fatto questa scelta mentre qualcuno è venuto a vivere qui dopo aver concluso la sua attività di lavoro.
La scelta della mia famiglia di fare anche agriturismo ci permette di condividere ogni volta con i nostri ospiti quello che siamo diventati grazie alla nostra storia in questo posto che ti entra nel cuore." (Nicoletta Ruscio)
L'articolo dedicato a Pero di Curiglia è soltanto uno dei numerosi presenti sul sito, realizzati per descrivere i paesi ed i borghi caratteristici presenti sul lago Maggiore, fatto e fotografato appositamente per questo progetto; seguendo questo Link ne trovi molti altri, sulla costa ma anche nelle valli piemontesi, sulle Prelpi varesine e nel territorio del canton Ticino.
Se vuoi esplorare il territorio del Verbano vai alla Homepage e scegli tra i vari menù di navigazione: oltre ai paesi e alle città ci sono punti d'interesse, i luoghi dichiarati dall'unesco Patrimonio dell'Umanità, chiese, cascate, ristoranti e moltissimo altro ancora. Tutto il materiale è originale e appositamente realizzato.
Per un contatto diretto c'è anche l'apposita pagina Facebook a cui puoi mettere un bel mi piace ed eventualmente segnalare qualche evento interessante!


Curiglia con Monteviasco e il santuario del Tronchedo
Curiglia con Monteviasco e il santuario del Tronchedo

Piero di Curiglia
Piero di Curiglia

Piero di Curiglia

Piero di Curiglia

Piero di Curiglia

Piero di Curiglia

Piero di Curiglia

Piero di Curiglia

Piero di Curiglia

Piero di Curiglia

Piero di Curiglia, interno della chiesetta
Piero di Curiglia, interno della chiesetta

Piero di Curiglia, interno della chiesetta

Piero di Curiglia, campanile della chiesetta

Piero di Curiglia, interno della chiesetta

Piero di Curiglia, interno della chiesetta

Mulini di Piero
Mulini di Piero

Mulini di Piero

Mulini di Piero

Mulini di Piero

Mulini di Piero


Mulini di Piero

Mulini di Piero, interno
Mulini di Piero, interno

Mulini di Piero, interno

Mulini di Piero, interno

Mulini di Piero, interno

Mulini di Piero, interno

Mulini di Piero, interno
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