martedì 22 luglio 2014

Colle – Passo Folungo - Monte Zeda

Bellissima escursione in Valgrande con panorami a 360° e importanti tracce della linea Cadorna.
Colle (1238 m s.l.m.) - Passo Folungo (1369 m s.l.m.) - Monte Zeda (2156 m s.l.m.).

Salita per il Monte Zeda, con Ambra
Salita per il Monte Zeda, con Ambra

Siamo a Colle, piccola località a monte del centro auxologico di Piancavallo. Parcheggi facili e gratuiti poco prima della strada sterrata.
Per arrivare a Colle, partendo da Verbania Intra, bisogna seguire per un breve tratto la SS34 (lungolago) in direzione Ghiffa/Cannero; all'ultima rotonda, prima di uscire dal centro abitato, si svolta a sinistra e si prosegue attraversando i paesi di Vignone, Bee e Premeno seguendo le indicazioni per Piancavallo. Si supera il centro auxologico e dopo pochi chilometri su strada stretta si arriva ad uno slargo dove è agevole parcheggiare.


Il primo consiglio che mi sento di dare è di fare l'escursione in una bella giornata di sole, evitando magari giornate troppo calde ed afose (il percorso offre panorami davvero mozzafiato per la maggior parte senza zone d'ombra). Il secondo consiglio è altrettanto importante e riguarda l'attenta programmazione dell'itinerario in base alle proprie capacità: l'intero percorso, tra andata e ritorno, è lungo quasi 23 km; la gippabile che arriva a passo Folungo è tuttavia percorribile in automobile e si può valutare di evitare di fare questo lungo tratto a piedi (se il dislivello è limitato il tratto Colle-Passo Folungo è lungo circa 7 Km). Forse l'idea migliore è quella di fare un pezzo di sterrato e parcheggiare una volta oltrepassato il tratto nel bosco (abbastanza lungo e noioso).
Il principale motivo d'interesse della prima parte del percorso, oltre comunque a notevoli scorci panoramici, è di tipo storico, poiché la strada fu fatta realizzare, come detto all'inizio, da Luigi Cadorna e durante il tragitto si incontrano diversi manufatti in discrete condizioni. La parte iniziale è ben evidente e si percorre in 1 ora e 30/ 2 ore; va evitata una svolta a destra ad un primo bivio (si segue il cartello Archia piuttosto malmesso), mentre all'incrocio successivo si può indifferentemente procedere a destra (passando per l'Alpe Archia) o a sinistra continuando sullo sterrato della linea Cadorna e incontrando altri resti. Chi volesse fare la strada in automobile deve per forza passare da Archia in quanto l'altro tratto è sbarrato. Da passo Folungo inizia la vera propria ascesa al Monte Zeda: si può scegliere se continuare a seguire l'evidente gippabile (da qui comunque sbarrata al traffico privato) che arriva a Pin Vadà o fare un paio di scorciatoie. Il sentiero (da seguire optando per la seconda opzione) è segnalato e inizia appena sopra la strada. Passa di fianco ad un'ennesimo resto storico e si ricongiunge allo sterrato principale in una decina di minuti. La seconda scorciatoia ben evidente, proprio poco prima del ricongiungimento, porta a percorrere un tratto su roccette: è un pochino impegnativo ed attrezzato con catene verso la fine, ma permette di evitare diversi tornanti della strada fatta costruire da Cadorna. Si percorre in una mezzora e sbuca su una curva della gippabile dove è presente un cartello didattico con alcune informazioni sulle fortificazioni. A questo punto si percorre l'ultima parte dell'ampia gippabile, sempre con panorami maestosi, fino a Pian Vadà, dove c'è un bivacco dell'Ente Parco (sempre aperto e provvisto di ricovero invernale). Oltrepassato il bivacco si segue il sentiero ben evidente che porta, in una ventina di minuti, ai piedi del monte Zeda con ulteriori resti storici e bella sorpresa di giornata, alcuni splendidi cavalli al pascolo. Il sentiero segue la cresta ed è ben marcato: sono 300 metri di dislivello, senz'altro faticosi ed impegnativi, visti i molti chilometri già fatti, ma alla portata di tutti. Io ho impiegato circa un'ora e quindici minuti prendendomi il tempo per numerose fotografie (ma in questi casi fare foto è anche un modo per riprendere fiato). Arrivati all'immancabile croce di vetta la vista è impagabile e ripaga ampiamente tutti gli sforzi fatti. Tra mille cime, numerosi laghi e valli, si scorge anche Piancavallo con, poco più a monte, una costruzione situata nel pianoro posto una mezzora dopo l'inizio della strada presa a Colle: appare talmente lontana che sempra impossibile aver percorso tanta strada a piedi. La discesa, dopo una bella sosta ristoratrice, può avvenire seguendo la strada fatta all'andata, evitando magari il tratto di scorciatoia soprattutto in caso di terreno sdrucciolevole.

Pian d'Arla, punto panoramico con il monte Zeda
Pian d'Arla, punto panoramico con (tra gli altri) il monte Zeda e Pizzo Marona 

Ospedaletto della linea Cadorna
Ospedaletto della linea Cadorna

sentiero per passo Folungo

Linea Cadorna
L'ampia gippabile fatta costruire da Luigi Cadorna, con alcuni resti ben conservati 

Linea Cadorna
I resti della linea Cadorna sono numerosi e presenti su tutto il percorso

Linea Cadorna al Zeda

Strada Cadorna e panorama sul lago Maggiore
Strada Cadorna e panorama sul lago Maggiore nei pressi di passo Folungo

Parte iniziale della salita allo Zeda

Parte iniziale della salita allo Zeda
Panorama appena sopra passo Folungo

Parte iniziale della salita allo Zeda

Roccette sentiero per monte Zeda

Rifugio a Pian Vadà
Rifugio a Pian Vadà

Sentiero per il monte Zeda

Cavalli al pascolo

Cavalli al pascolo

Ascesa al monte Zeda

Ascesa al monte Zeda

Ascesa al monte Zeda

Ascesa al monte Zeda

Ascesa al monte Zeda

Ascesa al monte Zeda

Croce di vetta del monte Zeda

Croce di vetta del monte Zeda

Panorama e resti linea Cadorna, poco sotto l'erta finale per lo Zeda

Panorama e resti linea Cadorna, poco sotto l'erta finale per lo Zeda

panorama con il lago Maggiore
panorama con il lago Maggiore

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